THE ART OF KNOW-HOW FOR OVER 40 YEARS

Il Know-how e’ un arte , qualcosa che si acquisisce nel tempo. Dall’originario progetto di industrial design nato sull’idea del movimento, da oltre 40 anniNaos Action Design si è distinta nei mercati internazionali per la sua alta qualità produttiva e per la costante ricerca ed innovazione. È questa l’arte del fare, l’arte del coniugare movimento ed emozione. Parliamone con Thomas Morbidelli Presidente e direttore creativo.

Come nasce il progetto dell’Action Design?

Alla metà degli anni ’80, nel nostro paese il design industriale era in piena fase espansiva. Veniva riconosciuta in tutto il mondo la qualità produttiva e la ricerca…delle aziende del design italiano. Tuttavia questa positività indusse a distorsioni, sino alle derive di un formalismo astratto o ingiustificato, non sempre premiato dal pubblico. In questo contesto mio padre Mario Morbidelli ( fondatore di Naos ) immagina un nuovo scenario ed insieme ad un piccolo, prestigioso, gruppo di designer sperimenta, progetta e propone una collezione di complementi d’arredo accomunati da una particolare caratteristica: il movimento. E’ cosi che nasce Naos.

Da cosa era costituita quella prima collezione?

Si trattava di circa una dozzina tra tavoli e tavolini che si estendevano, si ampliavano, si trasformavano sincronicamente mediante insoliti, originali meccanismi di movimento. Naos da un lato progetta il futuro cioè un superamento delle innumerevoli derive del formalismo fine a se stesso, dall’altra tocca con mano il presente che richiede di trovare un’area meno battuta, un’apertura di un mercato prima inesplorato: oggetti d’arredo che animano la nostra casa.

Quali designer furono coinvolti?

Inizialmente lo studio Arnaldo Gamba e Leila Guerra a cui si affiancarono quasi da subito Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, continuatori delle esperienze dell’Italian Style degli anni ’70, con cui avevano ottenuto riconoscimenti internazionali, con oggetti tuttora presenti al Moma di New York. Si sono poi aggiunte le esperienze con Denis  Santachiara, inventore di oggetti icona negli anni ’90, Mario Marenco, ironico inguaribile anche nell’immaginare un tavolino, … Giusy Mastro che ha ampliato la nostra collezione con uno studio sulle sedute, Yoshiharu Hatano che ha attribuito al disegno dei nostri tavoli un nuovo rigore grafico, che proviene dalla sofisticata essenzialità della sua cultura d’origine, il Giappone, fino ad oggi Andrea Casati, proveniente dalla prestigiosa scuola dello studio De Pas D’Urbino Lomazzi, con il quale stiamo riprogettando il futuro.

Alla base della riconoscibilità del marchio Naos ci sono le meccaniche del movimento.

È vero i meccanismi di movimento sono l’invenzione da cui parte il progetto e che tuttora contraddistingue tutta la produzione. Tali meccanismi consentono al prodotto di muoversi all’interno dello spazio abitativo, non solo estendendosi come per i tavoli allungabili, ma anche spostando i piani in varie direzioni, alzandoli o abbassandoli, aprendosi e chiudendosi e così via. Tutto ciò con gesti semplicissimi. I meccanismi di movimento originariamente occultati all’interno delle strutture, in alcuni prodotti più recenti vengono esposti visivamente a enfatizzare l’aspetto di “macchina estetica domestica”. Oggi , e siamo stati i primi al mondo a farlo e brevettarlo, molti tavoli della collezione sono stati dotati di comandi remoti, telecomandi wireless, per l’apertura e chiusura automatica, che aprono nuovi scenari alla ricerca.

A questi ingegnosi meccanismi si associa poi la scelta dei materiali.

Naos possiede un profondo know how produttivo, con impianti di galvanizzazione d’avanguardia. Metallo cromato e acciaio sono  quindi le materie principali associate al cristallo nelle varie colorazioni. Ma non mancano gli accostamenti con altre materie, altre finiture, la leggerezza dell’alluminio, più raramente il legno, oggi piu che mai i top in  ceramica.

Tutti elementi che conferiscono al prodotto un’identità di oggetto rigoroso, solido, consistente..

Siamo convinti che l’uso di questi materiali consenta di interpretare i nostri prodotti nel modo più corretto. Oggetti che fanno parte a pieno titolo dell’area del mobile contemporaneo, con un forte impatto visivo, corrispondente a una particolare idea di arredo in cui il valore e la qualità produttiva sono esplicitamente rappresentati, per la consistenza dei componenti.

Si tratta tuttavia di oggetti “difficili” da produrre.

Questo è un altro dei nostri plus. Sono in tanti a fare tavoli estensibili in acciaio e cristallo. Ma i nostri sono “inimitable”. Far congiungere due piani in cristallo con un movimento fluido e con un gesto semplicissimo, è pura ingegneria costruttiva. Sino a qualche tempo fa capitava che i nuovi clienti con cui entravamo in contatto pensassero che dietro la nostra tecnologia costruttiva ci fosse un’azienda tedesca. Ed invece è tutto rigorosamente e orgogliosamente Made in Italy.

THE ART OF KNOW-HOW FOR OVER 40 YEARS

Il Know-how e’ un arte , qualcosa che si acquisisce nel tempo. Dall’originario progetto di industrial design nato sull’idea del movimento, da oltre 40 anniNaos Action Design si è distinta nei mercati internazionali per la sua alta qualità produttiva e per la costante ricerca ed innovazione. È questa l’arte del fare, l’arte del coniugare movimento ed emozione. Parliamone con Thomas Morbidelli Presidente e direttore creativo.

Come nasce il progetto dell’Action Design?

Alla metà degli anni ’80, nel nostro paese il design industriale era in piena fase espansiva. Veniva riconosciuta in tutto il mondo la qualità produttiva e la ricerca…delle aziende del design italiano. Tuttavia questa positività indusse a distorsioni, sino alle derive di un formalismo astratto o ingiustificato, non sempre premiato dal pubblico. In questo contesto mio padre Mario Morbidelli ( fondatore di Naos ) immagina un nuovo scenario ed insieme ad un piccolo, prestigioso, gruppo di designer sperimenta, progetta e propone una collezione di complementi d’arredo accomunati da una particolare caratteristica: il movimento. E’ cosi che nasce Naos.

Da cosa era costituita quella prima collezione?

Si trattava di circa una dozzina tra tavoli e tavolini che si estendevano, si ampliavano, si trasformavano sincronicamente mediante insoliti, originali meccanismi di movimento. Naos da un lato progetta il futuro cioè un superamento delle innumerevoli derive del formalismo fine a se stesso, dall’altra tocca con mano il presente che richiede di trovare un’area meno battuta, un’apertura di un mercato prima inesplorato: oggetti d’arredo che animano la nostra casa.

Quali designer furono coinvolti?

Inizialmente lo studio Arnaldo Gamba e Leila Guerra a cui si affiancarono quasi da subito Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, continuatori delle esperienze dell’Italian Style degli anni ’70, con cui avevano ottenuto riconoscimenti internazionali, con oggetti tuttora presenti al Moma di New York. Si sono poi aggiunte le esperienze con Denis  Santachiara, inventore di oggetti icona negli anni ’90, Mario Marenco, ironico inguaribile anche nell’immaginare un tavolino, … Giusy Mastro che ha ampliato la nostra collezione con uno studio sulle sedute, Yoshiharu Hatano che ha attribuito al disegno dei nostri tavoli un nuovo rigore grafico, che proviene dalla sofisticata essenzialità della sua cultura d’origine, il Giappone, fino ad oggi Andrea Casati, proveniente dalla prestigiosa scuola dello studio De Pas D’Urbino Lomazzi, con il quale stiamo riprogettando il futuro.

Alla base della riconoscibilità del marchio Naos ci sono le meccaniche del movimento.

È vero i meccanismi di movimento sono l’invenzione da cui parte il progetto e che tuttora contraddistingue tutta la produzione. Tali meccanismi consentono al prodotto di muoversi all’interno dello spazio abitativo, non solo estendendosi come per i tavoli allungabili, ma anche spostando i piani in varie direzioni, alzandoli o abbassandoli, aprendosi e chiudendosi e così via. Tutto ciò con gesti semplicissimi. I meccanismi di movimento originariamente occultati all’interno delle strutture, in alcuni prodotti più recenti vengono esposti visivamente a enfatizzare l’aspetto di “macchina estetica domestica”. Oggi , e siamo stati i primi al mondo a farlo e brevettarlo, molti tavoli della collezione sono stati dotati di comandi remoti, telecomandi wireless, per l’apertura e chiusura automatica, che aprono nuovi scenari alla ricerca.

A questi ingegnosi meccanismi si associa poi la scelta dei materiali.

Naos possiede un profondo know how produttivo, con impianti di galvanizzazione d’avanguardia. Metallo cromato e acciaio sono  quindi le materie principali associate al cristallo nelle varie colorazioni. Ma non mancano gli accostamenti con altre materie, altre finiture, la leggerezza dell’alluminio, più raramente il legno, oggi piu che mai i top in  ceramica.

Tutti elementi che conferiscono al prodotto un’identità di oggetto rigoroso, solido, consistente..

Siamo convinti che l’uso di questi materiali consenta di interpretare i nostri prodotti nel modo più corretto. Oggetti che fanno parte a pieno titolo dell’area del mobile contemporaneo, con un forte impatto visivo, corrispondente a una particolare idea di arredo in cui il valore e la qualità produttiva sono esplicitamente rappresentati, per la consistenza dei componenti.

Si tratta tuttavia di oggetti “difficili” da produrre.

Questo è un altro dei nostri plus. Sono in tanti a fare tavoli estensibili in acciaio e cristallo. Ma i nostri sono “inimitable”. Far congiungere due piani in cristallo con un movimento fluido e con un gesto semplicissimo, è pura ingegneria costruttiva. Sino a qualche tempo fa capitava che i nuovi clienti con cui entravamo in contatto pensassero che dietro la nostra tecnologia costruttiva ci fosse un’azienda tedesca. Ed invece è tutto rigorosamente e orgogliosamente Made in Italy.